ANDREA TURRI, volontario digitale

Ci sono competenze che acquistano un valore ancora più grande quando vengono condivise. È questo il principio che accompagna Andrea Turri, volontario digitale della community di Happy Angel, che ha da poco iniziato il suo percorso mettendo a disposizione degli altri ciò che ha imparato e costruito negli anni.

Oggi Andrea lavora in una multinazionale di consulenza informatica, dove il digitale fa parte della sua quotidianità professionale. È proprio attraverso l’azienda che ha avuto l’opportunità di dedicare una parte del proprio tempo a progetti di solidarietà. Un’esperienza iniziata, come racconta lui stesso, “per pura curiosità”, ma che si inserisce in una storia di impegno nel volontariato molto più lunga.

Il suo interesse per il sociale nasce infatti molti anni fa, quando entra nella Protezione Civile comunale. Da allora ha avuto modo di dedicarsi ad attività di volontariato in ambito sociale e ambientale, maturando nel tempo una consapevolezza sempre più forte del valore che può avere il proprio contributo. Oggi, quando Andrea pensa al significato del volontariato, sceglie una parola precisa: “restituzione”. “Ho avuto la fortuna di studiare e fare della mia passione un lavoro: il digitale appunto, ed è giusto rimettere in circolo una parte di questo valore a favore della comunità ” ci racconta.

La scelta di mettere al centro delle sue esperienze di volontariato le competenze digitali nasce da una convinzione precisa: “essere esclusi dal digitale oggi può significare avere meno accesso alle opportunità, ai servizi essenziali, alle informazioni e alla possibilità di dare visibilità alle proprie attività”. Per questo, secondo Andrea, aiutare una realtà del Terzo Settore attraverso un sito web, una strategia social o un percorso di formazione digitale significa fare molto più che offrire un aiuto temporaneo. Significa fornire strumenti che possano continuare a essere utilizzati nel tempo.

Prima ancora della tecnologia, però, vengono le persone. Andrea lo ha sperimentato concretamente durante le sue attività presso l’Associazione Culturale Centro Anch’io di Mira, in provincia di Venezia. Ogni incontro è diventato un piccolo viaggio nel mondo digitale, ma anche un’occasione di incontro umano. C’è chi vuole imparare a mandare messaggi vocali ai nipoti, chi desidera rivedere il proprio Paese d’origine attraverso Google Maps, chi scopre per la prima volta la possibilità di fare una videochiamata.
Sono gesti semplici per chi utilizza ogni giorno smartphone e computer, ma possono rappresentare una conquista importante per chi si trova dall’altra parte del divario digitale. Ed è proprio in questi momenti che Andrea ha compreso quanto dietro a un semplice clic possano esserci emozioni, relazioni e desiderio di sentirsi ancora parte attiva della società: “il volontariato digitale non è solo tecnologia: è ascolto, pazienza, empatia.”

Una consapevolezza che ha cambiato anche il suo modo di guardare alle proprie capacità. Andrea racconta: “ho scoperto di avere molta più pazienza e capacità di ascolto di quanto pensassi” e di aver imparato che, per spiegare il digitale a chi non lo conosce, bisogna prima di tutto saper fare un passo indietro e spogliarsi dei tecnicismi.

Con questo bagaglio di esperienze Andrea ha scelto di intraprendere una nuova strada insieme a Happy Angel. Da questa opportunità si aspetta di entrare in contatto con “un ecosistema stimolante e strutturato”, fatto di progetti nei quali le sue competenze possano incontrare in modo concreto i bisogni delle organizzazioni non profit.

Per Andrea, oggi più che mai è importante che chi possiede competenze digitali scelga di metterle a disposizione degli altri. La trasformazione digitale corre velocemente e non tutti hanno le risorse necessarie per stare al passo. “Mettere il proprio know-how a disposizione del Terzo Settore è un atto di democrazia e di giustizia sociale.”

E quando gli chiediamo di racchiudere in una sola frase il motivo per cui fa volontariato, Andrea ci dice: “Faccio volontariato perché credo che la tecnologia debba accorciare le distanze e colmare le disuguaglianze, trasformando i bit in sorrisi reali.”

È da qui che comincia il percorso di Andrea con Happy Angel. Dalla consapevolezza che una competenza, quando viene condivisa, può diventare molto più di una semplice capacità professionale. Può diventare un ponte, uno strumento di autonomia, un’opportunità. E, qualche volta, anche un sorriso.

E se anche tu senti che le tue competenze possono fare la differenza, perché non metterle a disposizione di una buona causa? Clicca qui ed entra nella community di Happy Angel!

Articolo scritto da

Jessica Vengust
Jessica Vengust
Sono una triestina trapiantata a Roma da più di dieci anni. Corro soprattutto sul Lungotevere e nei campi del Nordest, adoro la Settimana Enigmistica e la vitovska del Carso. Mi piacciono le persone vere, quelle con le quali poter creare un dialogo, una reciprocità, un ascolto. Credo nella forza della parola e nella sua intrinseca natura di scambio comunicativo.

Leave a Comment

Scarica il contenuto!