Edoardo, il volontario del mare

Spesso accade che, per una strana trasposizione osmotica, le persone si identifichino talmente tanto nel proprio lavoro da diventarne parte integrante. La cosiddetta “deformazione professionale” che, alle volte, viene utilizzata come scusa per giustificare atteggiamenti limitanti. Altre volte accade il contrario: le passioni scatenano nuove potenzialità e identificarti con il tuo lavoro non ti limita, anzi, ti porta a sperimentare esperienze straordinarie. Questo è il caso di Edoardo Batistini.

Quando sento la sua voce al telefono, la sensazione è quella di essere proprio in contatto con il mare. Edoardo è un giovanissimo biologo marino, volontario da più di un anno di Worldrise, una delle prime associazioni entrata nella community di Happy Angel.

Mi racconta che prima della pandemia il suo era un volontariato soprattutto in presenza, con uscite in subacquea (Edoardo è anche sub) e partecipazioni ad eventi ed iniziative ambientali. Nell’ultimo anno, invece, ha sperimentato per la prima volta il volontariato digitale, riuscendo così a trovare un nuovo canale per portare avanti la sua mission a favore della tutela delle acque marine. Il biologo ha iniziato a collaborare con la redazione di Worldrise, scrivendo articoli scientifici e approfondimenti tematici per il blog, fondamentali per sensibilizzare i lettori sugli obiettivi dell’associazione.

Quando gli chiedo se e come la digitalizzazione abbia cambiato il suo modo di pensare al volontariato, mi risponde che vorrebbe continuare a farlo sia in presenza che da remoto, per poter collaborare con realtà e progetti che gli stanno a cuore a prescindere dalla distanza.

L’anno scorso il ventiseienne ha ricevuto da Worldrise la certificazione Ocean Hero 2020, il riconoscimento che l’associazione conferisce ai volontari più meritevoli che si sono distinti per impegno e passione. Per restare in ambito marino, potremmo dire che Edoardo è un’alta marea continua densa di energia e determinazione.

E pensare che dopo l’infanzia passata tra la campagna toscana e qualche vacanza estiva a Follonica e all’Argentario, la sua strada professionale stava per intraprendere il percorso infermieristico. Deviazione mai avvenuta per davvero, forse anche grazie all’influenza dello zio sommozzatore dei vigili del fuoco. Profilo professionale al quale Edoardo si è già in parte affacciato, senza (per ora) abbracciarlo appieno.

La conversazione con Edoardo si conclude parlando della campagna 30×30, un’iniziativa ambientalista dall’eco internazionale.

La protezione dei mari – mi racconta Edoardo – è un argomento tanto discusso quanto divisivo. L’obiettivo del progetto 30×30, che mira alla salvaguardia di almeno il 30% delle acque marine italiane entro il 2030, è enorme, difficile e pieno di ostacoli.
Sulla terra ferma la divisione fisica e politica è più facile, si può tracciare una ripartizione territoriale ben definita, nel mare non ci sono confini, sulle acque non si possono disegnare perimetri“.

E chissà che la mancata demarcazione dei confini marini, non possa diventare la sua stessa forza.

Sarebbe bello riuscire a concepire la riduzione delle distanze e la fluidità geografica come un ponte d’unione tra gli elementi, anziché come ad un ostacolo limitante. Un po’ come abbiamo imparato a fare tutti noi, nell’ultimo anno, con l’utilizzo esponenziale degli strumenti online e come hanno fatto tante organizzazioni non profit, che ancora non conoscevano appieno il potenziale del digital. Alla fine il volontariato digitale è proprio questo: la possibilità di collaborare alla realizzazione di bellissimi progetti, nonostante la distanza. Happy Angel ha fatto di questo obiettivo la propria mission.

C’è un posto anche per te nella nostra community. Scopri come diventare un volontario digitale con Happy Angel!

Autore

Jessica Vengust
Jessica Vengust
Sono una triestina trapiantata a Roma da più di dieci anni. Corro soprattutto sul Lungotevere e nei campi del Nordest, adoro la Settimana Enigmistica e la vitovska del Carso. Mi piacciono le persone vere, quelle con le quali poter creare un dialogo, una reciprocità, un ascolto. Credo nella forza della parola e nella sua intrinseca natura di scambio comunicativo.

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